Diana e la Tuda. Luci e ombre della perfezione

Genere: dramma

L’ossessione di Sirio, giovane scultore, per la statua imperfetta di Diana; la paura di perdersi e non sapere chi si è della modella Tuda; il rammarico del Maestro Giuncano, per aver buttato una vita intera dietro statue fredde e prive di vita. Un triste e drammatico epilogo, tipico del Giuoco delle parti di Luigi Pirandello

Questo è stato Diana e la Tuda, Luci e ombre della perfezione, ultimo appuntamento del Teatro al Parco Festival-Rassegna Mnemosine, andato in scena il 18 luglio 2025 al Parco Archeologico Civita di Cupra Marittima. Una novità nell’ormai triennale vita di Nuova Linfa: mai prima d’ora l’Associazione aveva affrontato un testo di Luigi Pirandello.

«È un adattamento che svela le luci e le ombre intorno al concetto di perfezione» spiega il regista Simone Amabili, lasciando intendere una critica al bisogno dello scatto perfetto dei social moderni. Il testo Pirandelliano, però, è un monito: la perfezione non si trova in statue curate ma immobili, bensì nella vita in movimento, con tutte le sue imperfezioni.

Lo spettacolo si conferma in pieno stile Nuova Linfa, con la presenza di momenti musicali, coreografati da Francesca Siragusa e cantati da Daniela Ripani, sulle note di Nino Rota, Patty Pravo, Vivaldi e non solo.